La pelle, o cute, è uno degli organi più estesi dell’organismo umano:
infatti rivestendolo completamente arriva ad un’estensione di circa 2
metri quadri, e in termini di peso arriva a rappresentare circa il 16%
del peso totale del corpo.
La sua funzione principale è quella di proteggere gli organi e i tessuti
interni dalle aggressioni del “mondo esterno” costituendo una barriera
fisica su tutta la superficie corporea. Riveste quindi un ruolo
indispensabile nel proteggere l’organismo da caldo e freddo (funzione di
termoregolazione), da lesioni, dall’aggressione degli agenti patogeni
esterni. Non da ultimo è la sede delle terminazioni nervose del seno del
tatto.
La superficie della cute non è uniforme, ha un disegno molto complesso e
varia da zona a zona per la presenza di solchi superficiali paralleli
che determinano, soprattutto nei polpastrelli, delle figurazioni
caratteristiche (le famose “impronte digitali”) che variano da individuo
a individuo. La cute è formata da due strati: l’epidermide ed il derma.
Nella specie umana, il colore della pelle degli individui dipende da
molte variabili (spessore dello strato corneo, stato di sanguificazione,
presenza e assorbimento ottico di melanina, vitamina A dimera,
emoglobina). Per questo il colore varia non solo tra i vari gruppi
etnici, ma anche da individuo a individuo e, benché di poco, varia anche
nei diversi distretti corporei di uno stesso individuo.

I brufoli, o foruncoli,
sono infezioni batteriche, soprattutto causate da batteri piogeni
stafilococchi e streptococchi che normalmente si trovano sulla cute, e
che riescono a penetrare nei follicoli piliferi e nel tessuto
sottocutaneo circostante. I numerosissimi pori della pelle sono tutti
collegati alle ghiandole sebacee, le quali sono adibite alla produzione
di questa sostanza grassa con funzione protettiva delle mucose e della
pelle, appunto il sebo.
È proprio quest’ultimo che se prodotto in eccesso può accumularsi in
corrispondenza dei pori e, se non opportunamente eliminato, ostruirli
creando la sede per un’infezione batterica. La risposta infiammatoria
che si innesca porta alla formazione del sintomo iniziale: un piccolo
nodulo sottocutaneo che genera dolore. Le zone maggiormente colpite sono
il viso, il collo, il dorso, i glutei e le ascelle. Nel tempo di qualche
giorno matura e si forma un ponfo rosso sulla cute, consistente e molto
più doloroso se la pressione del pus sottocute aumenta, con un puntino
centrale bianco o giallo. Il pus non è altro che un accumulo di globuli
bianchi, inviati dal sistema immunitario per placare l’infezione,
batteri e cellule morte che a maturazione avvenuta fuoriesce dalla cute.
Queste infiammazioni cutanee, se trascurate si manifestano con maggiore
frequenza andando incontro all’instaurarsi della problematica dell’Acne,
soprattutto negli adolescenti Acne giovanile, che se trascurata a sua
volta può lasciare segni visibili e permanenti sulla cute. È proprio
durante la pubertà che si è maggiormente soggetti alla comparsa di
eruzioni cutanee in quanto l’aumento degli ormoni, in particolare gli
androgeni, causa un aumento della produzione di sebo.
Il trattamento dei brufoli con la medicina convenzionale
I rimedi convenzionali per questa fastidiosa problematica cutanea
prevedono una pulizia regolare della pelle per evitare l’accumulo di
sebo in eccesso ed eliminare impurità che si accumulano nei pori. Una
pulizia costante è l’ideale ma moderata, in quanto prodotti troppo
invasivi potrebbero portare a secchezza della pelle se non anche, nei
casi più gravi o di pelli particolarmente sensibili, a irritazioni
cutanee.
Spesso vengono prescritte anche creme, o anche farmaci da assumere per
via sistemica se l’infezione si estende, a base di antibiotici, i cui
effetti collaterali sono ampiamente conosciuti: portano all’insorgenza
di resistenze batteriche, depauperano la flora fisiologica in quanto
scarsamente selettivi creando il terreno fertile per ulteriori
infezioni. Da qui l’importanza di avere a disposizione valide
alternative nel trattamento dei brufoli.
E’ indubbio che la cute svolga funzioni fondamentali per la salute ed il
benessere dell’intero organismo, risulta quindi importante provvedere
alla sua integrità e funzionalità grazie ad abitudini igieniche corrette
coadiuvate da detergenti specifici, e nei casi patologici, grazie
all’utilizzo degli adeguati rimedi naturali.
L’acne è uno dei disturbi cutanei più diffusi; colpisce soprattutto i
giovani a cominciare dai 12-13 anni, ma può presentarsi anche dai 30
anni in avanti. Ogni centimetro di pelle contiene circa 100 ghiandole
sudoripare e 15 ghiandole sebacee; queste ultime producono una
particolare sostanza chiamata sebo che forma una specie di mantello
acido-liquido su tutto il corpo con funzioni protettive e di
disinfezione. Le ghiandole sebacee producono, in particolari condizioni,
più sebo del normale di conseguenza il canale pilo-sebaceo si ostruisce
riempiendosi di sebo, cellule epiteliali e batteri, si ha così il
cosiddetto comedone chiuso (brufolo) che è la lesione iniziale
dell’acne. Ebbene, l’acne è un disturbo che interessa le ghiandole
sebacee, ma non è chiaro perché vi sia in alcune persone questa
predisposizione e più ricerche hanno chiamato in causa vari fattori che
assieme costituiscono causa e concausa del problema.
I fattori causa e concausa
Fattori genetici: una
pelle particolarmente grassa può essere ereditata; si può affermare che
la pelle grassa predispone all’acne poiché l’eccesso di sebo ne è il
fattore scatenante.
Eccessiva produzione ormonale: in
alcuni “acneici” si sono riscontrati nel sangue ormoni in eccesso, in
altri, nella norma; è vero tuttavia che in tutte le persone con acne si
sono trovate concentrazioni ormonali aumentate a livello cutaneo.
Fattori dietetici: grassi, dolciumi, carboidrati, alcolici, latticini,
con un’azione diretta sulle ghiandole sebacee, accentuano l’acne o ne
incrementano la predisposizione.
Fattori intestinali: la
pigrizia intestinale causa una mancata eliminazione delle tossine che si
accumulano a vari livelli nel corpo ed in particolare nella pelle
diminuendo così l’efficacia del “mantello cutaneo” prodotto dalle
ghiandole sebacee.
Lo stress: in
periodi di tensione l’acne tende ad aumentare. Che lo stress sia una
delle cause dell’acne è ancora da dimostrare, anche se è vero che
l’ansia eleva la produzione di ormoni.
Fattori psicosomatici: dal
punto di vista psicologico le malattie della pelle hanno sempre creato
molto interesse. Attualmente anche i dermatologi più tradizionalisti
ammettono che la componente psicosomatica è importante davanti a
riscontri evidenti quali il legame tra stati ansiosi e aumento
dell’acne.
Il processo di sviluppo dell’acne
La zona in cui si presenta maggiormente l’acne è il volto anche se non
sono rare le sue localizzazioni sulle spalle e sul torace. Possiamo
schematizzare l’evoluzione dell’acne distinguendone tre precise fasi. La
fase iniziale: è caratterizzata dai cosiddetti punti neri; questi sono
dei veri e propri “tappi” di cellule o di altre sostanze che occludono
lo sbocco di uscita di una ghiandola sebacea. Il risultato è un rilievo
cutaneo dovuto alla secrezione sebacea che non ha più possibilità di
scaricarsi all’esterno. La seconda fase: è detta infiammatoria (o
pustolosa), cioè si crea un’infiammazione locale cospicua.
Si sta qui descrivendo il classico “brufolo”, tuttavia nell’acne vi è
una moltiplicazione quantitativa del processo. In questa fase, dunque,
la cute si riempie di foruncolini gialli, ossia pustole, determinati da
colonie di batteri della pelle che infettano le parti occluse dei dotti
escretori sebacei. La terza fase: viene chiamata nodulocistica. Si
formano espansioni molto dure delle pustole che lasceranno inevitabili
cicatrici. In età adulta (soprattutto in chi è dedito al fumo e
all’alcool, e a volte all’inizio della menopausa) può presentarsi l’acne
cosiddetta “rosacea”. Successivamente anch’essa può manifestarsi con la
fase pustolosa e quella nodulocistica.
Il trattamento dell’acne con la medicina convenzionale
I principi attivi utilizzati, nelle cure tradizionali, presentano
controindicazioni ed effetti collaterali da non sottovalutare; basti
pensare all’acido retinoico che, per uso topico, può provocare
all’inizio del trattamento fenomeni di irritazione cutanea ed una
accentuazione della sintomatologia e, per utilizzo sistemico, ha
numerosi effetti collaterali con severe limitazioni dell’uso in donne in
età fertile o al benzoil perossido in creme, gel e saponi, ha un effetto
cheratolitico ed un’azione batteriostatica, ma può produrre secchezza e
desquamazione, inoltre, i risultati positivi sono poco evidenti e
generalmente non soddisfacenti.
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