HOME CHI SIAMO DOVE SIAMO SERVIZI LISTINO LA TUA PELLE NOVITA° informazione contatto    

Centro abbronzante estetico  benessere Shams

 

Ayurveda

La Medicina Ayurvedica (etimologicamente "scienza della vita"), praticata in India negli ultimi 5.000 anni, è un sistema diagnostico-terapeutico comprensivo di medicine che combinano le terapie naturali, con un approccio altamente personalizzato per il trattamento delle varie patologie, fondamentale per affrontare il terzo millennio. Questo tipo di medicina pone identica enfasi sul corpo, la mente e lo spirito, condizione indispensabile per la salute globale.
La chiave di volta della Medicina Ayurvedica è la costituzione individuale (Prakryti), e una volta identificata ci consente di stabilire dei profili personali, che includono la forza e la suscettibilità del singolo soggetto ad ammalarsi.

L'ayurveda si sviluppa in diversi argomenti strettamente legati tra loro, tanto da non poter scinderli tematicamente. In particolare, si compone di: Elementi fondamentali; Unicità dell'individuo; Alimentazione ayurvedica, Stile di vita auyrvedico; Cure ayurvediche e Rimedi ayurvedici. L'asse portante non sono tanto i rimedi - i quali, seppur fortemente enfatizzati in occidente per motivi commerciali, costituiscono se si vuole una parte marginale - quanto lo stile di vita, quindi la filosofia. Con un volo filosofico potremo dire che l'ayurveda e l'antroposofia*, pur essendo radicati uno in oriente e l'altro in occidente, hanno una base comune: sono stili di vita sia esteriori che interiori, e sono medicine complementari. Il successo dell'Ayurveda in occidente è quindi dovuto anche al suo porsi come medicina complementare; come tale si affianca alla medicina tecnologica senza sostituirla.

* Antroposofia: medicina naturale-cosmica ad ampio spettro conoscitivo. La malattia è studiata nel suo evolversi corporeo fisico, eterico, astrale e spirituale, nell'arco di un destino che abbraccia più vite terrene.
La terapia comprende rimedi naturali, euritmia curativa, massaggio ritmico, balneoterapia, terapia artistica, pedagogia curativa (minori e handicap).

Tutti vogliono essere sani, in modo da avere le migliori probabilità di realizzare e godere appieno del proprio potenziale nella vita. Ma quello della “salute ottimale” sembra un tema talmente complesso che non sempre è facile sapere come raggiungere questo “sacro graal”.

Sebbene sulle prime possa apparire come un concetto estraneo al nostro modo di pensare, comprendere la propria costituzione fornisce un considerevole aiuto per ottenere la perfetta salute. Nell’Ayurveda, la costituzione individuale è nota come prakriti, che significa “natura” ed è legata alla propria tipologia genetica. L’Ayurveda ci insegna come scoprire qual è la nostra costituzione osservando noi stessi e le nostre sensazioni; una lezione, questa, molto semplice e preziosa in termini di arricchimento individuale.

Scoprendo qual è la nostra vera natura possiamo vivere un’esistenza davvero autentica,
una vita che ci soddisfi e ci permetta di godere di buona salute.

Una persona sana è un individuo in cui corpo, mente e spirito sono integrati tra loro come un tutt’uno unificato. Sebbene a livello linguistico siamo soliti fare una distinzione tra “corpo” e “mente”, in realtà tra i due non c’è alcuna differenza: ad esempio, il nostro corpo è colmo di neuroni che “pensano” e inviano messaggi, così come la nostra mente lavora in modo funzionale e “corporeo” digerendo, assorbendo ed eliminando le esperienze della vita. Questo concetto di “unicità” può espresso utilizzando il termine “corpo-mente”.

Per essere sani è necessario che il sistema ormonale, il sistema immunitario e il sistema nervoso siano integrati tra loro; essi devono funzionare in una sinergia equilibrata che non va né sovraccaricata né sottoalimentata.

Una persona sana ha atteggiamenti costruttivi e un approccio positivo dinanzi a opportunità e difficoltà; inoltre non cessa mai di sperimentare il mistero e le meraviglie dell’esistenza. Una persona sana vive in modo amorevole all’interno del proprio ambiente e nell’ambito della propria cultura, così da ottimizzare la vitalità e il potenziale del “tutto” di cui è parte integrante.

Ecco alcuni dei segnali che ci indicano una salute ottimale:

  • avere un sano appetito e desiderare il cibo in modo equilibrato, senza voglie smodate;
  • apprezzare il gusto degli alimenti e sentirsi appagati dopo aver mangiato;
  • digerire bene senza sintomi di disagio, eruttazioni, flatulenza o “borborigmi” (una parola meravigliosamente onomatopeica che significa “gorgoglii addominali”);
  • avere una voce chiara e limpida;
  • non avvertire dolori o disagio;
  • essere dotati di un corretto funzionamento dei sensi: udito, tatto, vista, gusto e olfatto attivi ed efficienti;
  • avere un incarnato chiaro;
  • eliminare regolarmente feci, urina e sudore;
  • dormire bene e a sufficienza;
  • sentirsi positivi al risveglio;
  • godere di una energia costante con buona resistenza e capacità di fare esercizio fisico;
  • provare entusiasmo e gioia di vivere;
  • essere giovanili e invecchiare lentamente;
  • mantenere l’equilibrio nelle emozioni: essere né troppo felici in caso di successo né troppo tristi in caso di difficoltà;
  • essere di norma compassionevoli, pacifici, amorevoli, generosi e tranquilli.

Secondo l'Ayurveda il corpo fisico è pervaso da tre dosha (energie vitali) in proporzioni diverse.

Questi determinano tramite il loro stato di equilibrio o squilibrio rispetto alla costituzione individuale (
prakriti) lo stato di benessere o malattia dell'individuo.

Ogni dosha è composto da due elementi (panca-mahabhutani) ed ha determinate qualità (guna) che li caratterizzano.

 

 

 

 

 

Il tipo Vata


Composto da
spazio (akasha) e aria (vayu), è il principio del movimento, legato a tutto ciò che è movimento nel corpo (sistema nervoso, respirazione, circolazione sanguigna..).

Le sue qualità sono:
freddezza, secchezza, leggerezza, sottigliezza, mobilità, nitidezza, durezza, ruvidezza e fluidità. La sua sede principale è il colon ed i suoi 5 sub-dosha sono: Prana, Udana, Samana, Apana e Vyana.

Le caratteristiche primarie del Vata sono l’intercambiabilità, l’imprevedibilità, la variabilità nella forma, nella taglia, nel carattere e nell’azione. Il Vata tende ad essere slanciato con prominenze a livello delle articolazioni e delle vene, con una cute secca e fredda.

È caratteriale, entusiastico, immaginativo, impulsivo, ha molte idee, ma spesso, il vata è inconcludente. Il vata mangia e dorme in maniera molto nomade ed è molto predisposto all’ansia, l’insonnia, i disturbi premestruali (dismenorrea) e la costipazione, la sua energia è presente in modo irregolare, rendendo la sua esistenza variabile per eccellenza.
Esempio: il vata apana risiede nella colonna vertebrale, nel retto, nella vescica e nei genitali. Governa la minzione, la defecazione, le mestruazioni e il movimento del feto in uscita dall'utero. Secondo l'ayurveda, uno squilibrio di questo tipo di vata causa disturbi cono-rettali, urogenitali ed intestinali.
 

Il tipo Pitta

 


Composto da
fuoco (tejas) e acqua (jala), è il dosha legato alla trasformazione, alla digestione intesa sia a livello fisico (stomaco, fuoco digestivo detto anche agni) che mentale (elaborazione delle emozioni).

Le sue qualità sono:
caldo, untuoso, leggerezza, sottigliezza, mobilità, nitidezza, morbidezza, levigatezza, chiarezza e fluidità. La sua sede principale è l'intestino tenue ed i suoi 5 sub-dosha sono: Pacaka, Ranjaka, Sadhaka, Alochaka e Bhrajaka.

Pitta è relativamente prevedibile, di media corporatura, forza e resistenza, ben proporzionato, con carnagione rubiconda.

Il pitta ha una intelligenza rapida, articolata, acuta e può essere molto critica o passionale con brevi ed esplosivi scatti d’ira. Il pitta è un mangiatore e un dormitore regolare, ama il sole ma soffre il caldo e di disturbi a livello gastro-duodenale.
 

 

Esempio: il pitta sadhaka risiede nel cuore e governa l'intelligenza, l'intelletto, la creatività, la memoria, l'autostima, l'abilità di ottenere risultati, e gli atteggiamenti romantici. Non si è ancora a conoscenza se questo pitta, che governa le funzioni mentali più che quelle fisiche, sia il cuore stesso o agisca per tutto il corpo. Uno squilibrio mina il buon funzionamento delle suddette funzioni.
 

Il tipo Kapha

 

 



Composto da
acqua (jala) e terra (prithvi), è il dosha legato alla coesione, al tener unito, è proprio dei fluidi corporei, lubrifica e mantiene il corpo solido ed uniforme.
Le sue qualità sono:
freddezza, umidità, pesantezza, grossolanità, stabilità, opacità, morbidezza, levigatezza e densità. I suoi cinque sub-dosha sono: Kledaka, Avalambaka, Bodhaka, Tarpaka e Slesaka.

Caratteristica fondamentale del Kapha è il rilassamento
. Il kapha è solido, pesante, forte, con digestione lenta, capelli abbastanza grassi, cute fredda, plicabile e pallida. Tutti i kapha sono lenti nel digerire, nel mangiare e nell’agire, dormono a lungo e profondamente, tendono a procrastinare ed ad essere ostinati e sono predisposti a livelli alti di colesterolo, obesità, allergie. Molti individui presentano una costituzione in cui si evidenziano percentualmente due o tre dosha (es. vata-pitta o pitta-vata), più rara è l’evenienza in cui vi è solo un dosha.

Esempio: il tarpaka kapha risiede nel cervello, e ne mantiene la forza. Uno squilibrio provoca mal di testa, nausea, insonnia, vertigini, diarrea e disturbi mentali.


Quando i dosha sono in equilibrio e in accordo con la costituzione, il risultato è una salute vibrante con preziosi livelli d’energia. Ma quando questo delicato equilibrio è disturbato, il corpo diventa suscettibile agli "stressors" esterni, come virus, batteri, sovraccarico nel lavoro, scorretta alimentazione. Lo squilibrio nei dosha è il primo segno che lo spirito, la mente e il corpo non sono in perfetta coordinazione. Una scorretta alimentazione, provocherà un’alterazione di agni (il fuoco gastrico) e quindi la non corretta digestione del cibo con conseguente formazione di tossine (ama). L’accumulo di ama provocherà in seguito la malattia.

 

Secondo la Medicina Ayurvedica, l’alimentazione dovrà essere in accordo con la costituzione individuale (prakryti)
Per un soggetto vata benefico è un cibo dolce, aspro e salato, per pitta è adatto quello dolce, amaro e astringente, invece per gli individui kapha si dovrebbe scegliere un cibo dal gusto pungente, amaro e astringente.

Anche le stagioni ed il ritmo circadiano (nell’arco delle ventiquattro ore) sono presi in considerazione nell’ayurveda, così suggerimenti dietologici sono spesso prescritti con questa prospettiva ben chiara in mente.

La Medicina Ayurvedica considera primario il ripristino della salute, dopo aver compreso ed ovviamente, correttamente diagnosticato quali sono i disturbi dello squilibrio corporeo. Dopo la diagnosi, possono essere quattro i principali metodi per trattare una patologia dal punto di vista ayurvedico:

"
L’equilibrio dei fattori che compongono gli esseri viventi genera la salute mentre il loro squilibrio è conosciuto come malattia. La salute è definita felicità, la malattia infelicità". ( Charaka Samhita, Sutrasthana IX, 4).

L'equilibrio dei dosha, causa della salute
Come descritto mirabilmente nei versi di Sushruta: “Chi ha i dosha in equilibrio, la digestione e i processi metabolici equilibrati, normali funzioni dei tessuti corporei e degli escreti, i sensi, la mente e la coscienza permeati di purezza, è chiamata persona sana (swastha)”.


La causa della salute è quindi l’equilibrio dei dosha che a sua volta dipende dall’uso equilibrato di:
• tempo (kala);
• contatto dei sensi con i loro oggetti (artha);
• azione (karma).

In pratica bisogna evitare di fare un uso eccessivo, carente o improprio di tempo, sensi e azione favorendo un uso equilibrato degli stessi e applicare il samayoga cioè unione (yoga) equilibrata (sama); questi fattori rappresentano nell’insieme la regola d’oro per mantenere la salute.

Mantenere l’equilibrio dei dosha significa mantenere l’equilibrio degli elementi che costituiscono il corpo (aria, fuoco, acqua, ecc.) rimanendo nella propria costituzione originale chiamata prakriti

I tre pilastri della salute:
 
 cibo, sonno, vita sessuale regolata

 
 I tre dosha con le loro funzioni di movimento (vata), metabolismo (pitta) e coesione (kapha) sono i tre pilastri (tri-stambha) su cui si regge il corpo.
 
 A questi tre pilastri se ne aggiungono altri tre con un ruolo sussidiario altrettanto importante nel mantenimento della salute, chiamati tri-upastambha o
tre pilastri accessori.
 
 
Essi sono:
 • cibo (ahara);
 • sonno (nidra);
 • vita sessuale regolata (brahmacharya).

L'orologio temporale dell'ayurveda

 

 

ULTERIORI LINEE GUIDA PER UNA VITA SANA SECONDO I PRINCIPI DELL'AYURVEDA
 

  • E' preferibile esprimere per iscritto un sentimento od un pensiero particolare, piuttosto che reprimerlo

  • Non dormire supini o proni; per i centri di energia del corpo è meglio dormire su un fianco;

  • Non leggere a letto. Ciò danneggia la vista e riempie la mente di pensieri attivi nel momento in cui dovrebbe calmarsi.

  • Non cercare di coprire l'odore del corpo con deodoranti o altre sostanze; piuttosto risolvere la causa dell'odore.

  • Stare sdraiati supini sul pavimento, con dei libri tascabili sotto la testa, per 15 minuti al giorno. Questo allinea la schiena, il collo e la testa, e calma il corpo e la mente.

  • Evitare la masturbazione eccessiva, in quanto porta a squilibri di vata. Evitare di avere rapporti sessuali durante il ciclo mestruale, poiché anche questo porta a squilibri di vata.

  • Durante il ciclo si consiglia alle donne di evitare esercizi fisici estenuanti, comprese le posizioni yoga più difficili, quali la candela. Evitare il sesso orale e anale, considerato dall'Ayurveda non naturale ed antigienico.


CONTROINDICAZIONI DELLA MEDICINA AYURVEDICA
L'ayurveda raccomanda di usare solo rimedi e trattamenti naturali a base di erbe, che presentano poche controindicazioni. Molte di queste si basano sul buon senso (ad esempio le donne in gravidanza, i diabetici, i bambini piccoli e gli anziani non devono essere sottoposti a terapie purgative ed emetiche di panchakarma). E' importante ricordare che le cure ayurvediche devono essere prescritte solo da medici qualificati e che il paziente non dovrà interrompere la terapia di farmaci prescritta senza prima consultare il proprio medico di base.

(fonti: ayurveda.com , ayurveda.htm, my-personaltrainer)

IL MIRACOLOSO OIL PULLING - CHE COS'È? (fonte: Marco Giai-Levra)

Dentista addio per sempre! Insieme a innumerevoli altre patologie!! Assolutamente un MUST!!!!

L'oil pulling è un'antica procedura ayurvedica, un semplice rimedio naturale conveniente ed economico che consiste in un risciacquo orale praticato con olio di girasole, il cui effetto finale dà immensi benefici alla salute orale e sistemica (le malattie sono dette sistemiche o autoimmuni quando sono diffuse a tutto il corpo).

Questa tecnica è menzionata nel testo ayurvedico Charaka Samhita dove è chiamata Kavala Gandusha o Kavala Graha: in questi testi si afferma che questa procedura è in grado di curare circa 30 malattie sistemiche che vanno dal mal di testa all'emicrania, al diabete e all'asma.

Si tratta di un formidabile e antico rimedio naturale in grado di ripristinare e di mantenere la salute in generale.

Il metodo per praticare l'oilpulling (risciacquo orale con olio) è estremamente semplice, eppure ci sono molte idee sbagliate su molti suoi aspetti. Con questo mio articolo spero di fornire tutte le informazioni necessarie in modo esauriente.
L'effetto di questo processo di guarigione si sviluppa dall'intenso movimento dell'olio nella cavità orale.

Molte malattie croniche con proliferazione di germi, o foci infiammati (il focus o focolaio è una parte o area di tessuto connettivo cronicamente alterato che contiene materiale organico e inorganico, e che sostiene malattie anche lontane dal focolaio stesso; nel caso dei denti si tratta di foci dentali), tendono ad attaccarsi alle radici dei denti. I denti e le loro radici si estendono molto all'interno dell'osso della mascella e nelle sue cavità. Queste cavità rappresentano e sono il sistema di difesa proprio del corpo umano.


I microbi entrano dai colletti dentali, e in queste cavità trovano un ambiente umido, caldo e poco vascolarizzato, ossia le condizioni ideali al fine di stabilirsi e proliferare, condizioni causate dalla continua espulsione di tossine e muco, provocata da decenni di errate abitudini alimentari. Questo fenomeno sviluppa i cosiddetti "foci dentali", che danneggiano il corpo con i loro prodotti metabolici. Quando il sistema immunitario è debole, il branco si moltiplica e prolifera.

Quando lesioni più grandi sono radiograficamente visibili, queste hanno per riflessologia degli effetti negativi sugli organi interni, anche a distanza; non solo tali lesioni danneggiano i denti ma attraversano e costipano il metabolismo e il sistema immunitario.


Ogni dente è riflessologicamente assegnato ai vari organi interni.




Il movimento dell'olio di girasole in bocca dovuto alla pratica del risciacquo orale, provoca un marcato irroramento della mucosa e dei tessuti. Vitamine e minerali dell'olio di girasole possono venire in parte assorbiti dalle membrane delle mucose (anche se la quantità sia contenuta, che assorbita è limitata), ma soprattutto e contemporaneamente i semi oleosi assorbono le tossine dai colli di denti e gengive e le rimuovono dal corpo.

L'oilpulling ripristina la microflora e le cellule, e quindi i tessuti e gli organi possono rigenerarsi.

L'oilpulling aiuta a lungo termine con:
le sindromi da debolezza immunitaria
gli stati fisici e psicologici di debolezza in genere e le malattie che possono derivare da essi.


Secondo il Dott. F. Karach con il metodo dell'oilpulling i report registrati trattando le seguenti malattie sono positivamente senza precedenti:

  • mal di testa
  • bronchiti
  • trombosi
  • malattie croniche del sangue
  • artrite e altre malattie reumatiche
  • eczemi, ulcere dello stomaco
  • malattie croniche intestinali
  • malattie cardiache
  • malattie ginecologiche
  • malattie neurologiche
  • malattie del fegato

Preventivamente allo stesso tempo le degenerazioni dei tessuti tumorali che provocano un pericolo per la vita sono impedite. Le malattie tumorali in genere sono prevenute e impedite.




L'oilpulling trova le sue radici nella scienza dell'Ayurveda
che risale a circa 5.000-10.000 anni fa, ed è ampiamente considerato come la più antica forma di assistenza sanitaria in tutto il mondo. La conoscenza dell'Ayurveda si è diffusa dall'India e ha influenzato il sistema antico cinese, la medicina Unani, e la medicina umorale praticata da Ippocrate in Grecia. La medicina Unani è originaria greca ed è basata fondamentalmente sui principi promossi da Ippocrate e da Galeno. Nei secoli successivi pensatori arabi e persiani arricchirono le conoscenze e le metodologie della medicina Unani, tra questi spicca il nome di Avicenna. Il nome corretto e completo di questo sistema medico è "Unani Tibb": Unani deriva da una parola araba che significa "greco o ionico" rivelando così già dal nome le origini di questa scienza, mentre Tibb significa appunto medicina.

Per capire come funziona l'oilpulling, abbiamo bisogno di capire come funziona l'Ayurveda e i suoi principi fondamentali. Il termine Ayurveda è composto da due parole in sanscrito, le cui radici sono: AYUS == VITA / LONGEVITÀ e VEDA == CONOSCENZA / SCIENZA.

Lo scopo di ciascuna pratica è quello di aiutare l'individuo a raggiungere la longevità, il ringiovanimento e l'auto-realizzazione, la meta finale di questa vita. Sia l'Ayurveda che lo Yoga servono come mezzo per armonizzare il corpo fisico in modo che i poteri della nostra Coscienza interiore possano entrare in azione attraverso di essa. Si tratta di una scienza senza tempo, in quanto si basa sulla saggezza eterna.

È la medicina della natura basata sulla filosofia Samkhya (SAT = verità, KHYA = conoscere).

I tre dosha

La costituzione di base di ogni individuo è chiamata prakriti o prakruti (natura, creatività o prima creazione). Essa è determinata al momento del concepimento secondo le diverse proporzioni e percentuali degli elementi Aria, Fuoco e Acqua all"interno del corpo umano.

Questa dipende da:

  • Karma / Azioni compiute nella vita precedente
  • Beeja dei genitori / semi (ovulo, sperma e geni)


Tale costituzione è l'equilibrio intrinseco dei tre Dosha, o energie sottili biologiche che regolano le funzioni del corpo, conosciuti come:

  • Vata (movimento-aria)
  • Pitta (metabolismo-bile)
  • Kapha (coesione-muco)


I dosha si formano nel corpo dal cibo introdotto e da altri processi fisiologici, e regolano migliaia di funzioni separate del sistema mente-corpo. L'equilibrio dei dosha (la loro quantità o proporzione, qualità, e funzione rispetto all'altro) è essenziale per la salute ottimale e la prevenzione di ogni malattia. La costituzione di un individuo e della personalità è determinata da una combinazione unica di questi tre Dosha. La costituzione determina che cosa causerà squilibrio e la suscettibilità specifica per ogni tipo di malattia.

Il dosha rimane invariato per tutta la vita dell'individuo, simile ad un'impronta digitale / energetica. Ogni persona è unica, la diversa percentuale delle manifestazioni delle proprietà a livello fisico e mentale della Prakriti (natura di ogni essere umano) è di sette tipi: sia singolo dosha predominante, sia una combinazione di due o di tutti e tre i dosha abbinati. Quando il corpo interagisce con i fattori esterni del mondo, come ad esempio il tempo, l'ora del giorno, la dieta, stress / fattori emotivi, gli elementi subiscono un cambiamento pato-fisiologico in risposta, e vanno fuori equilibrio, fenomeno chiamato Vikriti o disarmonia.

Ogni persona ha una situazione unica e il fenomeno attraverso cui lui o lei risponde a questa situazione riguarda gli squilibri che si manifestano nel corpo e nella mente. L'Ayurveda porta questi squilibri fisiologici allo stato perfettamente bilanciato per la nostra costituzione originaria. A poco a poco vediamo i sintomi e le malattie che tornano sotto controllo e scompaiono.
 


 

home